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Dal ratio di volatilita’ qualche preoccupazione
di Fabrizio Pozzi
La Tecnologia, si sa, e’ storicamente leading indicator per i Mercati Azionari, dunque sempre analizzata con particolare occhio di riguardo. Il comparto Equity al momento potrebbe vivere una fase incerta e turbolenta, le cui principali determinanti vanno ricercate nelle dichiarazioni contrastanti della Fed in materia di tassi e politica monetaria, nell’incapacita’ del Giappone (almeno sinora, osservando il Topix) di tradurre concretamente a proprio favore le ambizioni del premier Shinzo  Abe nonche’ , ultimo ma non meno importante, nelle difficolta’ che stanno incontrando alcune recenti Ipo legate al settore tecnologico, i cui prezzi starebbero gia’ scambiando  al di sotto del livello di pricing iniziale. In tale ottica, l’attuale fase critica della tecnologia in generale e’ ben sintetizzata dal ratio Vxn / Vix , ovvero i due indici di volatilita’ rappresentativi rispettivamente del Nasdaq 100 e dell’S&P 500. Il breakup oltre i livelli toppish  del 2007 e 2008 potrebbe essere sintomatico, unitamente al minor appeal attuale delle Small Cap, di un nervosismo latente sui Mercati Azionari che potrebbe degenerare in sell off nel caso in cui il Nasdaq cedesse il livello 4000. Fonte chart : Bloomberg
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La Grande Analisi Tecnica
di Stella Boso
Sembra una materia sulla quale tutti possono parlare, scrivere o fare corsi. Invece non è esattamente così. Per scrivere di analisi tecnica bisogna essere dei Maestri del Trading. Spesso mi sono chiesta: quali sono i testi più importanti in questo ambito? Ho rivolto questa stessa domanda anche ai Grandi Analisti nazionali e internazionali. E la risposta è sempre la stessa: i manuali di riferimento sono quelli firmati da Pring, Murphy e dal mitico De Mark. E non è un caso se i manuali più accreditati vengono identificati e citati con il nome dell’autore. È il caso, per esempio, del testo di Thomas De Mark intitolato La Nuova Scienza dell’Analisi Tecnica. Quando in Trading Library abbiamo deciso di pubblicare questo libro, noi per primi siamo rimasti affascinati dal valore dei suoi contenuti. Si tratta di un testo che ha poco da spartire con la miscellanea di nozioni sull’analisi tecnica che alcuni dispensano. In questo testo troverete la scienza dell’analisi tecnica per vedere i mercati e interpretare la Borsa, grazie soprattutto al potente e celeberrimo time frame Sequential messo a punto da De Mark. La nuova scienza dell’analisi tecnica è una vera e propria rivoluzione, una messe di informazioni che potrete inserire nel vostro bagaglio di trader e che vi tornerà continuamente utile. Un primo vero passo verso l’approccio scientifico per diventare quant trader. Nella premessa del libro, firmata da John J. Murphy, mi ha colpito particolarmente questo passaggio: “In ogni caso il suo messaggio è di essere più creativi e precisi, in una parola migliorativi. Nel far ciò egli innalza ogni metodologia a un livello più elevato”. Ed è proprio così! In questo libro sono spiegati tutti gli strumenti dell’analisi tecnica in modo che siano effettivamente applicabili. Non ci sono figure esornative ma grafici di estrema chiarezza e rigore scientifico. Ma lascio la parola al grande De Mark che spiega alcuni dei suoi capisaldi: “Vi sono tre approcci il primo è casuale e soggettivo ed è basato sull’interpretazione di un grafico dei prezzi basata sul “sentirselo nelle viscere” o, più precisamente, sul tirare a indovinare. La maggior parte dei trader opera a questo più semplicistico livello, perché non richiede analisi rigorose o giustificazioni. Sfortunatamente, per motivi di convenienza si sacrificano consistenza e logica. Il secondo approccio genera indicatori di market timing che identificano i livelli di prezzo generalmente associati a zone di ipercomprato e ipervenduto. Sebbene un buon numero di trader sottoscriva almeno parzialmente questo tipo di analisi, tipicamente questi individui non solo limitano il campo delle proprie ricerche agli indicatori più diffusi, ma accolgono anche pedissequamente le metodologie di loro interpretazione; in altre parole, essi mancano totalmente di creatività e falliscono nel solo tentare di sviluppare i loro indicatori proprietari o di apportare miglioramenti agli indicatori esistenti. Ancora oltre, essi spesso formulano aspettative gonfiate sul merito di tali indicatori e falliscono nel riconoscerne i limiti. Il metodo più efficace e di maggior valore consiste nello sviluppo di sistemi che generano segnali di acquisto e vendita. Pochi analisti possiedono il background, l’esperienza e la volontà di dedicare il proprio tempo e l’energia necessari ad acquisire queste competenze. Io intendo discutere l’evoluzione dall’artistico primo livello fino al sofisticato, meccanico terzo livello ed enfatizzerò esempi in grado di descrivere i benefici dell’applicazione congiunta di sistemi di efficacia provata e di tecniche disciplinate”. Che cosa ci si aspetta da un libro sull’analisi tecnica? Che l’analisi tecnica sia davvero applicabile e non un favoloso sistema che non porta a risultati concreti. Questo è il grande segreto del libro di Tom De Mark: rendere l’analisi tecnica applicabile e operativa.
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Professione trader
di Sergio La Rosa
Quando mi sono avvicinato al trading on line mi sono posto varie domande e penso che alcune di queste siano comuni alla maggior parte di persone che si avvicinano a questo mondo. La prima domanda è stata: riuscirò a trasformare questo interesse in un lavoro? La seconda: dove posso reperire le giuste informazioni per guadagnare? Le scelte fatte all’inizio sono state quasi sempre sbagliate. Solo dopo avere investito tanto tempo e denaro, ho intrapreso la via che ha prodotto dei risultati. Vi evito sprechi di tempo e denaro, rispondendo a queste domande con l’esperienza accumulata in 15 anni di studi e di trading operativo. Innanzitutto desidero affermare che il trading nei mercati finanziari può farlo qualsiasi persona, l’unico requisito è sapere leggere e scrivere. Sembra buffo ma è vero. Il trading può diventare il vostro lavoro? La risposta è sì. Dove posso reperire le giuste informazioni per guadagnare? Vi fornisco le giuste informazioni che vi consentiranno di diventare profittevoli, seguendo questi step: studiate, nell’ordine, questi due testi: Analisi tecnica dei mercati finanziari di John J. Murphy e New Concepts in Technical Trading System di J. Welles Wilder Jr. Questi testi vi creano le basi di Analisi Tecnica Operativa; munitevi di una piattaforma che vi consenta di costruire gli studi e le strategie di trading apprese nei testi che avete studiato; studiate, nell’ordine, questi altri due testi: Vivere di Trading di Alexander Elder e Money Management per il Trader Dinamico di Eddie Kwong. Questi testi trattano sia l’aspetto psicologico che il Money Management; dopo avere creato il vostro metodo, simulate delle operazioni di trading in tempo reale. Se i risultati saranno positivi, potete iniziare a fare trading con denaro reale, in caso contrario passate allo step successivo; seguite un corso o un percorso di apprendimento con un formatore che, prima di tutto, vi mostri come opera con profitto in tempo reale. Questo step potrebbe essere anche il primo; vi consiglio comunque di studiare i testi menzionati e tutti gli altri che potete. L’ultimo suggerimento è di non operare mai con denaro reale se prima non siete stati profittevoli con il vostro metodo, almeno per tre mesi consecutivi, con una piattaforma simulata.
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Il rischio siamo noi
di Sergio La Rosa
È luogo comune dire che i mercati finanziari sono molto rischiosi. Chi investe denaro nei mercati finanziari lo fa personalmente o avvalendosi di professionisti del settore. In entrambi i casi il rischio dell’investimento dipende solo da chi lo esegue, è inversamente proporzionale al suo sapere. Ecco perché “il rischio siamo noi”. La gestione del rischio determina il risultato di un investimento per cui è fondamentale avere un’approfondita conoscenza delle dinamiche dei mercati finanziari. Questa conoscenza, inizialmente, si può acquisire leggendo riviste e testi specializzati, frequentando corsi, guardando videocorsi. Con Internet è molto facile entrare in contatto con le numerose società che si occupano di distribuire il sapere mediante i suddetti strumenti. Vi consiglio di cuore di affidarvi a società che hanno una buona reputazione e di evitare quelle che promettono miracolosi arricchimenti in breve tempo. Il percorso più veloce per catturare le conoscenze idonee per avere successo nel trading è seguire un mentore. Il mentore da seguire è colui che prima di tutto vi mostra come opera in tempo reale. Affermo questo perché esistono dei formatori, eccellenti venditori, che senza mai avere operato o non avendo avuto profitti con la loro operatività riescono a ottenere grandi profitti con la formazione senza fornire l’indispensabile sapere operativo. Il risultato di chi si rivolge a questa tipologia di formatori, è quello di avere appreso conoscenze di base presenti su qualsiasi testo o, ancora peggio, gratuitamente su Internet con la triste conseguenza di realizzare perdite quando opererà nei mercati. In ogni caso la lettura dei vari autori del settore rimane importante in quanto, oltre a fornire nuove informazioni, allarga i nostri orizzonti di pensiero.
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Titolo intermarket della settimana: Danone
di Fabrizio Pozzi
Il comparto Food, in fase laterale dal Luglio 2013, pare tornato in grande auge a conferma di un outlook atteso che tende a privilegiare nuovamente i temi difensivi. Gli indici europei, al momento impostati a un rally mode, in realtà non esprimono univocità direzionale ma mentre ad esempio il Footsie inglese esplicita una struttura ancora intrinsecamente debole, il Cac 40 francese (così come il domestico Ftse-Mib) evidenzia un potenziale upside di breve periodo ancora inespresso. Il titolo Danone ritracciando esattamente sul 38.2% Fibonacci, in coincidenza “chirurgica” con la trentaquattresima settimana dal precedente top a 60 euro, potrebbe recuperare velocemente il livello 55, soprattutto se gli eventi russo-ucraini degenerassero rapidamente nelle prossime settimane. Il cedimento eventuale di 45, al contrario, vanificherebbe ogni chance rialzista verosimilmente per tutto il settore Alimentare.
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Segnali di inversione e altro ancora
di Lucas Bruni
Con questo articolo concludiamo la serie riguardante la tecnica LT di professioneforex.com. Abbiamo visto nei precedenti articoli come questa tecnica, efficace e di facile comprensione, sia una strategia adatta al neofita che tenta per la prima volta l’operatività nei mercati. Moderata e di semplice applicazione, questa tecnica trova terreno fertile ovunque sia presente un trend di medio periodo a partire dal time frame a 4 ore fino al time frame weekly e, volendo, anche sul mensile. Che sia una coppia del forex, piuttosto che un future o un corso azionario la tecnica rimane profittevole e questo la rende adatta non solo a chi approccia il mestiere del trader ma anche per chi del trading vuole fare la propria professione. Ricapitoliamo velocemente lo scopo della tecnica prima di parlare dell’argomento di questo contributo, ovvero i segnali di inversione. La strategia basa la propria funzionalità nella ricerca di un trend di medio periodo e sul successivo monitoraggio dei ritracciamenti per entrare poi nell’operazione nel momento in cui la correzione si conclude. Questa informazione, ovvero la fine del ritracciamento e la ripartenza del trend ci viene fornita appunto dai segnali di inversione. Prima di scendere nel dettaglio di questo argomento è bene fare un appunto. Con segnali di inversione intendiamo quelle caratteristiche del grafico che indicano un possibile cambiamento di rotta della direzione del prezzo, e non del trend. In sostanza, un segnale di inversione ci informa del fatto che, per esempio, dopo una serie di candele in direzione ribassista, da lì a poco potremmo vedere una serie di candele rialziste. Queste informazioni non vanno quindi confuse con le figure di analisi tecnica che, al contrario, indicano inversioni di tendenza. Figure come testa e spalle, doppi e tripli massimi o minimi, e in certi casi anche triangolo, non sono figure che cerchiamo nella tecnica long term, in quanto quello che noi cerchiamo è la continuazione del trend e non la sua conclusione. I segnali di inversione più diffusi e più utilizzati sono quindi le famose trend line, gli oscillatori, i livelli di supporto e resistenza, la teoria dei cicli e l’analisi candlestick. L’esperienza di anni nella formazione ci ha comunque sempre portato alla ricerca di semplificare piuttosto che complicare le nostre tecniche e questo ci ha permesso di ridurre i segnali al solo utilizzo dell’analisi candlestick, ma anche a scegliere fra l’immensa gamma di segnali possibili, solo i più comuni, i più facili da interpretare e per concludere anche i più affidabili. Questi segnali sono le candele cosiddette PIN che, nella loro semplicità, hanno la grande forza di funzionare molto bene, specie se cercate nel posto giusto e al momento giusto. In ausilio alle PIN bar possiamo anche cercare gli altri segnali citati in precedenza. E quindi, se c’è una PIN bar, dopo un ritracciamento in una fase di trend possiamo andare a vedere se anche gli altri indicatori d’inversione sono presenti e possono migliorare la nostra analisi. Ciò non toglie ad ogni modo che sia la PIN il vero segnale che cerchiamo e senza di esso, gli altri sarebbero per noi inutili. Concludiamo ricordando che queste candele oltre a indicare inversione, indicano anche una direzione e quindi saranno valide le PIN long per i trend rialzisti e quelle SHORT per i trend ribassisti. Alla prossima e buon trading a tutti.
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