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IL TRADING STAGIONALE SUL MERCATO ITALIANO
di Redazione
Un nuovo libro di Alessandro Aldrovandi è disponibile sul sito di Trading Library. L'autore, già noto ai lettori della casa editrice per aver pubblicato il libro Il trading con la tick distribution, propone utili riflessioni di natura statistica sul mercato italiano.A differenza delle tradizionali tecniche di negoziazione derivanti dall’analisi tecnica, il cui timing operativo è dettato da certe situazioni di mercato (per esempio i breakout) senza sapere se e quando si realizzeranno, il trading stagionale si effettua sempre fissando in modo rigido l’inizio e la fine dell’operazione finanziaria. Queste finestre temporali trovano riscontro nel semplice calendario solare con la suddivisione nelle sue unità di tempo fondamentali: mesi, settimane e giorni, per ciascuno dei quali lo scopo della ricerca è stato quello di conoscere se un mercato è salito o sceso, di quanto e con quale grado di affidabilità. Analizzando i dati di Borsa dell’ultimo decennio è stato possibile risalire alle singole performance medie, al loro concreto livello di profittabilità, alla stagionalità periodica, alla modalità con cui variano da una rilevazione a un’altra, fino alla probabilità con cui si possono ripetere anche in futuro. Scoprire che il titolo Mediaset ha presentato una direzionalità negativa durante la seduta del lunedì nel 55,53% dei casi, oppure rilevare che ogni gennaio l’azione Leonardo-Finmeccanica è salita mediamente dell’8,26% o, ancora, che Tod’s ha registrato un incremento positivo 9 volte su 10 durante le settimane 35 e 49, non può che risultare interessante. Si tratta semplicemente di un altro approccio per fare trading con la statistica a favore, come già avviene con l’analisi tecnica classica, dove a ogni figura di continuazione e di inversione, trendline, oscillatore o pattern, viene attribuita una certa probabilità di successo.
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A Beautiful Trader’s Mind
di Gian Maria Fiameni
Il trading on line è un lavoro vero e proprio. Quindi deve essere remunerativo e fruttuoso, deve migliorare la situazione economica di chi lo pratica. Non è un gioco o un hobby a cui dedicarsi 15 minuti al giorno come qualche broker vorrebbe far credere. Questo è il concetto che ogni trader deve avere sempre ben presente quando decide di mettersi davanti al computer a operare sui mercati finanziari ed è anche il concetto sul quale insistono Mauro Tartamelli e Antonello Rendina, autori del volume A Beautiful Trader’s Mind presentato ufficialmente da Trading Library a TOL Expo 2015. Il manuale in esame è rivolto a tutti coloro che ambiscono a diventare trader di successo, ma sono già in possesso di solide basi finanziarie, unite a una conoscenza generale delle diverse tecniche operative e dei principali indicatori utilizzati in ambito finanziario. Il concetto di successo nel trading consiste nel riuscire a generare guadagni maggiori delle perdite, cioè una rendita stabile nel tempo. Per riuscirci, oltre chiaramente a una completa formazione professionale, è necessario anche possedere un metodo operativo preciso e molta disciplina. Indubbiamente, come si legge anche nella prefazione di Riccardo Designori, “se recuperare il capitale perso sui mercati è sempre possibile, lo stesso non si può dire quando si perde il capitale psicologico”. E la peculiarità di A Beautiful Trader’s Mindè proprio quella di focalizzarsi sugli aspetti psicologici per arrivare a costruire la metodologia operativa vincente che nel libro gli autori argomentano con estrema chiarezza. Da uno sguardo al profilo degli autori si coglie facilmente come, pur giovani, siano già molto esperti e affermati grazie a un’assidua attività sui mercati finanziari e alla fondazione di MTRAdingsegnali.it. Mauro Tartamelli, laureato in economia finanziaria, è appassionato di analisi tecnica e mercati azionari e valutari. È un attivo blogger finanziario e spesso è ospite di trasmissioni web. Antonello Rendina è un trader indipendente, operativo sui mercati dal 2000; è specializzato in cross valutari ed Equity Index Futures, principalmente intraday, con approccio sistematico e discrezionale. Finalista e vincitore di alcuni dei maggiori eventi organizzati da vari broker Italiani, come Directa (itCup), Saxo Bank e Borsa Italia, è spesso ospite in trasmissioni televisive di carattere finanziario (Class Cnbc/FinanzaonlineTv) e relatore in eventi del settore. È stato campione all’ITForum di Rimini nel 2013 come miglior trader sul Forex e docente occasionale in prestigiose Università Europee.  
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Sniper Trading
di Gian Maria Fiameni
Già Larry Williams, che in fatto di trading di breve termine ne sa… qualche cosa, nel suo ultimo libro (la seconda edizione de I segreti del trading di breve termine) propone addirittura una tabella (a pagina 278) in merito al fattore di rischio per operazione e alla relativa caduta dell’equity line dopo quattro perdite consecutive. Non tutti, in effetti, comprendono l’esistenza di un consistente rischio di fallimento e che il vero fondamento del trading è la gestione del rischio. Proprio nel filone del trading di breve termine si inserisce George Angell che, nel suo sempre attuale Sniper Trading, racconta le sue prime esperienze di trader, i suoi errori prima di comprendere appieno il mercato dei futures e le sfide con se stesso. Lo Sniper trading è letteralmente un modo di accostare il mercato “mordi e fuggi”, nel quale prezzo e tempo giocano un ruolo fondamentale. Il trading del “cecchino” o del “tiratore scelto” è basato sul concetto che uno specifico pattern o una simmetria possano essere identificati e quantificati. Il presupposto fondamentale per un trading di successo consiste nell’imparare a misurare i trend di mercato in termini di prezzo e tempo. E secondo la prospettiva del “tiratore scelto” il trend più favorevole è quello più breve perché nel breve termine si hanno i trend puri, cioè quelli al cui interno il mercato si muove in una direzione ben determinata.  
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ANALISI TECNICA DALLA A ALLA Z
di Redazione
Di libri di analisi tecnica ne esistono realmente molti, soprattutto se si pensa ai manuali pubblicati dai più importanti editori americani. Per certo, la conoscenza approfondita di questa disciplina è universalmente riconosciuta come fattore critico di successo nell’attività di trading. Tra i possibili criteri per accostarsi alla materia, il libro  L’analisi tecnica dalla A alla Z - autore Steven B. Achelis e pubblicato da Trading Library- spicca per l’originalità del modo di porgere gli argomenti e si discosta decisamente dalla manualistica standard di analisi tecnica. Molto semplicemente, Achelis ha scelto di suddividere il lavoro in due grandi parti. La prima parte è chiaramente pensata per coloro che si sono appena avvicinati all’analisi tecnica e costituisce un'indispensabile introduzione a concetti e terminologia di base. Dopo una breve disamina storica dell’analisi tecnica e dei suoi raffronti con l’analisi fondamentale, Achelis affronta argomenti classici quali i prezzi, il time frame, il fattore tempo, supporti e resistenze, trend, indicatori e strutture grafiche. La seconda parte, invece, si segnala come l'elemento di maggiore novità e peculiarità del progetto editoriale e formativo di questo manuale. Si tratta infatti di una sorta di antologia dei più importanti indicatori tecnici attualmente disponibili: a partire da una spiegazione concisa dei principi su cui si basa ciascun indicatore si giunge all’esposizione di esempi applicativi. Il valore di questo libro di Achelis consiste proprio nel fatto che si rivela la più completa guida di riferimento dei più diffusi indicatori tecnici. Infatti è organizzato in sezioni di agevole consultazione e descrive oltre 135 indicatori dei quali vengono proposti la definizione generale, la spiegazione delle formule costruttive ed esempi grafici tratti dai mercati reali. Utili alla fruizione e al reperimento dei contenuti sono infine le tacche situate sul bordo di apertura del libro e recanti le lettere dell’alfabeto in guisa di rubrica. Steven B. Achelis è quindi riuscito a realizzare un manuale di analisi tecnica esauriente e di agevole consultazione che, al tempo stesso, è una vera e propria enciclopedia degli indicatori di mercato.
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Il fondo che non affonda
di Gian Maria Fiameni
Michele De Michelis, fondatore di Frame Asset Management, è un esperto di selezione e arrangement di fondi a ritorno assoluto per conto di investitori istituzionali e privati. A lui, Trading Library ha affidato la stesura di un nuovo progetto editoriale centrato proprio su risparmio gestito e fondi comuni d’investimento. È lo stesso autore a dichiarare che lo scopo di questo libro è raccontare l’avventura alla ricerca di una sorta di Sacro Graal (ossia il fondo che non affonda): dalla sensazione di averlo finalmente trovato fino alla consapevolezza che il fondo perfetto e infallibile semplicemente non esiste. Al tempo stesso il libro parla anche di alcuni gestori che sanno fare molto bene il loro lavoro: come si possano individuare, come inserirli in portafoglio e monitorarli, magari tentando anche di risollevare la figura dei consulenti finanziari, in Italia troppe volte bistrattata. Nella scelta dei fondi comuni ricorrere a un bravo professionista è il primo suggerimento da non dimenticare mai. Ma i consulenti (siano essi bancari o di rete) difficilmente suggeriscono prodotti che non hanno in convenzione. Tuttavia recentemente questo problema sta per essere parzialmente risolto anche in Italia con la quotazione dei fondi in Borsa. Come è successo già in passato in Svizzera o in Lussemburgo, dove le banche comprano qualunque fondo o prodotto esistente sul mercato. Per tale motivo, stiamo assistendo alla nascita di un mercato regolamentato (e quindi a basse commissioni di negoziazione) di compravendita di tali strumenti finanziari, che dovrebbe offrire anche ai piccoli risparmiatori l’accesso ai prodotti di investimento tipici delle boutique estere di gestione (specializzate in alcune nicchie di mercato). De Michelis spiega come il concetto di partenza di un organismo d’investimento collettivo (OICVM) sia quello di consentire a un gruppo di persone con un surplus di risparmi (e che per diversi motivi non sono in grado di investire sui mercati finanziari in maniera autonoma) di delegare ad altri che ne hanno facoltà e capacità. Per fare questo, però, occorre creare una società (che andrà a costituire il fondo), poter contare su una banca custode degli averi (la banca depositaria), un controllore interno (il revisore), chi decide come investire (il gestore), qualcuno che ci faccia accedere ai mercati finanziari (il broker), chi calcola il valore degli investimenti costantemente per tutti (l’amministratore) e infine un controllore esterno (in Italia gli organismi di vigilanza sono Consob e Bankitalia) che verifichi che non vi siano malversazioni. I concetti di investimento sono esposti nel libro con un linguaggio accessibile e un corredo di esempi che ne consentono la comprensione a un ampio pubblico.  
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Il trading di breve termine non è per tutti
di Redazione
Già Larry Williams, che in fatto di trading di breve termine ne sa… qualche cosa, nel suo ultimo testo propone addirittura una tabella (pagina 278 de I segreti del trading di breve termine) in merito al fattore di rischio per operazione e alla relativa caduta dell’equity line dopo quattro perdite consecutive. Non tutti, in effetti, comprendono l’esistenza di un rischio consistente di fallimento. Il vero fondamento del trading è la gestione del rischio, un principio applicabile a qualsiasi tipo di trade. Nel libro Sniper Trading, George Angell racconta le sue prime esperienza di trader, i suoi errori prima di comprendere appieno il mercato dei futures e le sfide con se stesso. Lo Sniper trading è letteralmente un modo di accostare il mercato “mordi e fuggi”, nel quale prezzo e tempo giocano un ruolo fondamentale. Il trading del “cecchino” o del “tiratore scelto” è basato sul concetto che uno specifico pattern o una simmetria possano essere identificati e quantificati. Il presupposto fondamentale per un trading di successo consiste nell’imparare a misurare i trend di mercato in termini di prezzo e tempo. E secondo la prospettiva del “tiratore scelto” il trend più favorevole è quello più breve perché nel breve termine si hanno i trend puri, cioè quelli al cui interno il mercato si muove in una direzione ben determinata.
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