L’analisi tecnica vale a prevedere il futuro comportamento del mercato, non a garantire
i guadagni. Tra l’una cosa e l’altra c’è di mezzo
il money management. Money management significa sì tutto ciò che
può servire alla gestione della posizione in essere – e dunque
stop loss, take profit, trailing stop – ma significa anche e soprattutto
dimensionare correttamente la posizione, cioè a dire determinare il
numero di azioni o di contratti da negoziare unitariamente in relazione al
capitale disponibile e alla personale propensione al rischio.
Da ciò la necessità di un libro che compendiasse al suo interno
l’esatta descrizione di una completa metodologia di valutazione e controllo
del rischio, su qualsiasi mercato e in qualunque condizione. Ma esporre questa
teoria, questo vero e proprio sistema, senza tener conto delle innumerabili
insidie che si nascondono dietro l’oscillazione dei prezzi, sarebbe stato
mutilarla della più profonda conoscenza che essa sottende, quella che
solo l’esperienza di un trader professionista può garantire.
Troverete in queste pagine tutto ciò che c’è da fare e
da non fare per guadagnare con continuità, troverete decine di esempi
chiarificatori che vi aiuteranno a comprendere quelle “sfumature” della
tecnica di speculazione borsistica che forse non avevate mai davvero compreso,
e la cui comprensione demarca invece da sempre la differenza tra chi sui mercati è destinato
a sopravvivere e chi a soccombere.
«Esistono dei metodi che consentono all’investitore di entrare
nel mercato con probabilità di successo maggiori del 50%. Sono tutti
quei movimenti ricorrenti catalogati dall’analisi tecnica che nel corso
degli ultimi cento anni hanno permesso attraverso la studio statistico del
passato di prevedere, anche se in modo non scientifico, i movimenti futuri.
Ciò serve per avere delle basi per entrare nel mercato con criterio
e non a caso. Riuscire a sfruttare questi segnali porta su un piano di vantaggio
che tuttavia non è sufficiente per il conseguimento di risultati positivi.
In pratica uscire dal mercato con una performance del 80% (80 operazioni vincenti
e 20 perdenti) non è garanzia di successo. È immediatamente intuitivo
che la perdita dei 20 trade negativi può essere superiore al guadagno
degli 80 positivi. Basarsi esclusivamente sull’analisi tecnica non porta
sistematicamente a un guadagno. Bisogna munirsi di qualcos’altro. Questo
valore aggiunto lo dà il money management.»
Claudio Baldi
Indice dei contenuti
Prefazione
Introduzione
Capitolo 1
Giocare in borsa
1.1 Giocare
in borsa è un gioco?
1.2 Porsi
degli obiettivi realistici
1.3 Attrezzature
1.4 Mettersi
in proprio
1.5 Il
trading è un’attività come le altre?
1.6 Il
trading è un gioco di probabilità
Capitolo 2
L’analisi tecnica
2.1 Perché affidarsi
all’analisi tecnica
2.2 Doppio
minimo e massimo
2.3 Alcune
osservazioni
2.4 Supporti
e resistenze
2.5 Le
medie mobili
2.6 Alcuni
candlestick
2.7 Conclusioni
Capitolo 3
La dimensione della posizione e lo stop loss
3.1 Calcolare
il rischio
3.2 Il
capitale a disposizione e a rischio
3.3 Semplificare
il trading
3.4 Il
setup
3.5 Quanto
perdere per ogni operazione
3.6 Lo
stop loss
3.7 Stop
loss a percentuale
3.8 Stop
loss tecnico
3.9 La
volatilità
3.10 La
volatilità e i falsi segnali
3.11 Comprare
sui minimi e vendere sui massimi
3.12 Considerare
la chiusura o il massimo/minimo della
candela?
3.13 Mediare
al ribasso
3.14 Fissare
sempre lo stop loss
3.15 Setup
annullato
3.16 I
gap
3.17 Setup
non annullato da un inside
Capitolo 4
Gli obiettivi di prezzo
4.1 Saper
uscire da una posizione in guadagno
4.2 L’orizzonte
temporale e il time frame
4.3 Lo
stop profit
4.4 Quando
chiudere un’operazione in guadagno
4.5 Cambiare
l’orizzonte temporale
4.6 Chiusura
dell’operazione sull’ultimo minimo
4.7 Il
trailing stop
4.8 I
gap
4.9 Raggiungimento
dell’obiettivo
4.10 Diventare
ricchi
4.11 Il
setup ha un range troppo ampio
Capitolo 5
I movimenti di swing
5.1 Quanto è difficile
restare in posizione
5.2 Rientrare
nel mercato: lo swing trading
5.3 Essere
più o meno aggressivi
Capitolo 6
I breakout e l’operatività con le medie mobili
6.1 Che
cos’è un breakout
6.2 Il
timing
6.3 Stop
loss e stop profit
6.4 Gli
ordini condizionati
6.5 Lo
stop loss degli ordini condizionati
6.6 Il
take profit degli ordini condizionati
6.7 L’operatività con
le medie mobili
Capitolo 7
Il giusto approccio
7.1 Massima
perdita 100 euro
7.2 Il
valore del tick in percentuale
7.3 Massima
perdita 200 euro
7.4 La
leva finanziaria
7.5 Il
time frame
7.6 Le
commissioni
7.7 I
derivati
7.8 Le
simulazioni