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La parola all’esperto: Daniele Ponzinibbi
di Gian Maria Fiameni
Gli autori di Trading Library sono davvero molto disponibili a dispensare ai loro lettori alcuni preziosi suggerimenti, frutto della loro esperienza e dell’assiduità di frequentazione dei mercati finanziari. Avevamo già rivolto alcune domande ad altri due nostri autori italiani e abbiamo riproposto lo stesso format anche a Daniele Ponzinibbi, autore storico di Trading Library, sempre presente alla maggiori manifestazioni dedicate al trading, vero esperto di Forex e della piattaforma MetaTrader. Vediamo quali spunti di riflessione ha proposto Daniele a partire proprio dall’operatività più attuale.   Nell’attuale congiuntura di mercato qual è la news che ha maggiormente influenzato i tuoi trade? Da diversi anni seguo i mercati finanziari ma quello che mi appassiona più di ogni altro è il Forex e in particolare i movimenti del dollaro americano. Seguo dunque con particolare attenzione i principali market mover sul mercato americano con particolare attenzione ai dati occupazionali e a tutte le riunioni della Federal Reserve, che senza dubbio costituiscono i driver per la sottostante valuta americana e di conseguenza anche per tutte le valute che si incrociano contro il dollaro; e ovviamente di tutti gli altri mercati trainati dalla locomotiva a stelle e strisce. Quale concetto dell’analisi tecnica ti è risultato più prezioso negli ultimi giorni di operatività sui mercati? Sono diversi gli indicatori e gli oscillatori che mi supportano nelle mie scelte di trading. Come da teoria, a seconda delle fasi di mercato ci sono strumenti e concetti di analisi tecnica più appropriati e altri meno. Il vero problema è individuare la fase di mercato e in questo caso non sempre l’analisi tecnica a scopo predittivo può essere considerata una scienza esatta. Il concetto che trovo più prezioso in questi giorni è sicuramente la volatilità.Un semplice indicatore che mi sta aiutando per misurarla è l’ATR (Average True Range) che mi ritorna la volatilità in termini di punti base per un periodo di tempo che vado a scegliere. Con questo strumento ho sempre un valido supporto che mi identifica aree non solo di uscita dal trade ma anche di ingresso. Molte grazie Daniele. A quando potremo pubblicare un tuo libro sulla piattaforma MetaTrader? Abbiamo parecchie richieste in merito e tu ne sei un vero esperto! Ti assicuro che ci sto lavorando. Presto farò una sorpresa a te e ai nostri lettori! Sono convinto che un libro sulla piattaforma più diffusa tra i trader possa rivelarsi veramente utile, soprattutto se – a differenza di quanto è mediamente reperibile in rete – si presenta ben strutturato, di semplice consultazione e se incentrato su esaurienti spiegazioni dell’ambiente di lavoro, delle funzionalità e delle differenze tra le release 4 e 5 della MetaTrader.
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L’influenza di Trump sul Forex
di Andrea Ronca
Secondo molti osservatori, e non solo americani, sarebbe auspicabile che le mosse del Presidente americano Donald Trump fossero improntate a maggiore cautela. Soprattutto per le loro ricadute sui mercati finanziari. L’attuale modello economico americano, e segnatamente la politica di tassazioni sulle importazioni, è indicato quale unica soluzione per contrastare le economie emergenti e non. C’è tuttavia chi vi “legge” un arretramento su posizioni sempre più isolazioniste. In seguito alle elezioni di Midterm, ossia di metà mandato, i democratici hanno conquistato il controllo della Camera, mentre i repubblicani hanno confermato la maggioranza in Senato. Non è certo questa la sede per analizzare l’operato del Presidente degli Stati Uniti e i risvolti politici di questa consultazione. Giova tuttavia commentare come, in un quadro di crescente incertezza, si potrebbe assistere a un indebolimento del dollaro a vantaggio di tutte le altre valute, specialmente quelle considerate rifugio come lo Yen giapponese e il Franco svizzero. In questi frangenti, il consiglio migliore per i trader è di operare con estrema disciplina e, soprattutto, cercando di dare credito solamente al grafico.
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La parola al professionista: Corrado Rondelli
di Gian Maria Fiameni
Rondelli è un autore che, avendo già pubblicato due libri, non necessita di particolari presentazioni. Ma Corrado è soprattutto un trader, un professionista che ha conquistato una propria disciplina dopo anni di militanza sui mercati finanziari. Per questa ragione, riteniamo importante conoscere la sua opinione sul particolare momento dei mercati. Soprattutto, si tratta di capire quali possono essere elementi di disturbo e quali i migliori “atteggiamenti” tecnici per sviluppare le proprie strategie di trading.   Nell’attuale congiuntura di mercato qual è la news che ha maggiormente influenzato i tuoi trade? Non posso negare che la mia operatività sui mercati finanziari stia subendo in particolare l’influenza di notizie legate all’avanzata politica in Europa degli euroscettici e dei governi populisti. Al di là di ogni commento nel merito, ritengo che la situazione che si è venuta a creare avrà sicuramente ricadute sulle elezioni europee del 2019. A preoccupare i mercati è soprattutto l’attuale clima di incertezza che non facilita certo l’attività di trading.   Quale concetto dell’analisi tecnica ti è risultato più prezioso negli ultimi giorni di operatività sui mercati? Desidero sgombrare il campo da ogni dubbio residuo: l’analisi tecnica è sempre utilissima per i miei trade e non vedo come potrei fare a meno di questa preziosa risorsa. Il mio consiglio è quindi sempre quello di approfondirla con costanza e dedizione. Posso però confermare un principio tecnico al quale ricorro da anni e al quale faccio costante riferimento anche nel mio ultimo libro Ichimoku Kinko Hyo – Operatività sui mercati. Esso si può riassumere con il fatto che il mercato si muove in trend. Una volta individuato quest’ultimo e operando nella sua direzione, ho avuto modo di constatare che si hanno le migliori probabilità di successo.
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La parola al professionista: Andrea Ronca
di Gian Maria Fiameni
Con la pubblicazione del libro Strategie operative per Forex e Indici Andrea Ronca si è messo in luce per la sua capacità di “interpretare” i mercati finanziari con grande lucidità, al punto di essere riuscito a sviluppare un progetto editoriale destinato ai trader italiani del tutto originale e caratterizzato da grande lucidità e capacità di descrivere le sue tecniche passo dopo passo. Gli abbiamo perciò rivolto un paio di domande per capire meglio quali ulteriori spunti operativi possano essere suggeriti ai trader in questo particolare momento di mercato. Nell’attuale congiuntura di mercato qual è la news che ha maggiormente influenzato i tuoi trade? A dire il vero, più che dell’influenza di particolari news ultimamente ho osservato che l’elemento che ha reso più complicato fare trading si è rivelato il flusso delle esternazioni improvvise e a volte contraddittorie di del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Ho dovuto prendere atto di come i suoi tweet cadano come fulmini a ciel sereno, mandando spesso all’aria un trade fino a quel momento ben impostato. Tuttavia, se vogliamo parlare di news vere e proprie, in questi ultimi anni non ho individuato un rapporto molto stretto tra diffusione di una notizia e movimento di mercato che ne scaturisce. Posso però aggiungere che sto notando sempre più spesso che il prezzo si muove in direzione contraria alla notizia rilasciata; e chiaramente parlo di calendario economico.   Quale concetto dell’analisi tecnica ti è risultato più prezioso negli ultimi giorni di operatività sui mercati? Ultimamente sto tradando molto GBP/JPY e non più tardi di due settimane fa la rottura di una congestione durata quasi un mese, dopo che il prezzo era stato respinto da una resistenza di lungo periodo, ha provocato una discesa del cross di circa 5 figure. Devo riconoscere che, proprio grazie al ricorso all’analisi tecnica combinata all’analisi ciclica, ho avuto uno spunto operativo eccezionale. Non c’è dubbio, quindi, che lo studio dell'analisi tecnica e la formazione finanziaria siano aspetti imprescindibili per un trading consapevole e vincente.
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Un modo nuovo, e molto più efficace, di tradare il Forex
di Redazione
Chi fa trading, almeno una volta nella vita ha tradato il Forex. Soprattutto all’inizio. Inevitabilmente, chi si avvicina al fantastico mondo del trading viene attratto dal fascino dell’immenso mercato dei cambi valutari. Mille vantaggi: liquidità, disponibilità su praticamente tutti i broker, risponde (apparentemente) bene all’analisi tecnica classica perché è più difficile da manipolare rispetto ad azioni e materie prime, bassi spread e commissioni, alta leva, e via dicendo. Anche svantaggi ovviamente: per niente facile da tradare con profitto, presenza di movimenti bruschi in determinate situazioni, alta leva, e così via. Eppure, pochissimi guadagnano sul Forex (e sul trading in generale, ma sul Forex ancora peggio). Non è l’obiettivo di questo articolo approfondire le ragioni per cui succede questo. Bensì offrire una soluzione. O quantomeno una strada migliore, più efficace/efficiente e strategica. Arriviamoci partendo da uno dei problemi principali che hanno i trader: il controllo del rischio. Come controlla il rischio il 90% dei trader (ammesso che lo faccia…)?Esatto. Con lo stop loss Ovvero un ordine market condizionato. Una specie di cane da guardia con il compito di chiudere la posizione quando ha raggiunto un certo livello di prezzo, facendomi uscire in perdita di una quantità per me accettabile (se ho fatto bene i conti). Apparentemente, fin qui è tutto a posto. Ora, a parte che molti trader hanno un rapporto quantomeno conflittuale con lo stop loss, il fatto è che comunque ci sono un paio di problemi con questo diffuso strumento di controllo del rischio. Può essere saltato: in caso di gap, lo stop loss NON ci protegge. Proprio perché è un ordine market, viene eseguito non appena si verifica la condizione (prezzo < o > di una certa soglia) ed esegue a mercato, al prezzo che c’è in quel momento. Ha una dinamica touch/no touch: cioè non offre una protezione tout-court, bensì è come una mina seppellita nel terreno. Se la tocchi, salta. E una volta saltata, basta. Stop, fine della storia. Sei fuori dalla posizione, con la tua perdita assodata e qualunque cosa faccia il titolo da adesso in avanti non ti riguarda più. Quante volte ti è successa una cosa del genere? Entri long su qualche segnale tecnico, metti i tuoi bravi stop loss (sull’ultimo pivot low) e target (sull’ultimo pivot high significativo). Ottimo rapporto rischio/rendimento (1:2): vamos! Poi, ahimé…La tua previsione è perfetta: il titolo fa esattamente quello che avevi pensato. Ma il movimento che effettua, ti sbatte fuori in stop loss prima di arrivare al target. Mai successo, vero? Bene, sappi che esiste un modo migliore. Esiste uno strumento che NON può essere saltato, perché offre una protezione di tipo contrattuale/assicurativo e NON ha una dinamica touch/no touch, bensì rimane attivo fino alla scadenza che il contratto prevede. Se non sei un trader alle primissime armi, hai già capito che sto parlando delle opzioni.   Che cosa sono le opzioni? (se lo sai già puoi saltare questa sezione e andare alla successiva)   Sono semplicemente dei contratti di natura assicurativa. Invece di fare trading comprando i prodotti “normali”, con le opzioni andiamo a negoziare i contratti, come se comprassimo o vendessimo delle assicurazioni. Le opzioni sono contratti che si riferiscono (da qui la parola derivati) a dei titoli: i sottostanti possono essere azioni, ETF, indici, futures (Apple, Microsoft, Google, Facebook, Oro, Petrolio, DAX, S&P500, FIAT). Quindi il contratto è l’opzione mentre il prodotto a cui il contratto si riferisce si chiama sottostante. Esistono due tipologie di contratti di opzione: Opzioni Call - rialziste Opzioni Put – ribassiste. (È una semplificazione fortissima, ma concedimela; per approfondire trovi moltissimo materiale gratuito su www.opzionetika.com). Ecco tre (dei mille che esistono) motivi per cui ogni trader deve conoscere le opzioni.   Leva Le opzioni sono uno strumento che permette di avere una eccezionale leva intrinseca. Leva intrinseca = leva buona. Perché? Perché non è una leva lineare, cioè che amplifica ugualmente profitti e perdite. Bensì è una leva “contrattuale” che permette di controllare, con un contratto, una certa quantità di sottostante. Nel mondo delle opzioni sulle azioni americane per esempio, questa “certa quantità” è 100 titoli. Nel mondo delle opzioni sul Forex, questa quantità è 1 minilotto (cioè uno 0.1 o 10.000 €, se parlassimo di EURUSD). E si possono acquistare opzioni sia call che put, con circa un mese di vita, spendendo l’1% del loro controvalore. Moooolto interessante, se ben utilizzato.   Strategiche Le opzioni sono uno strumento altamente strategico, prevalentemente per la loro possibilità di essere combinate. Puoi pensare alle opzioni come alle sette note. Sono solo quelle sette lì, ma combinandole si creano tutte le melodie del mondo. Con le opzioni, tecnicamente, si possono fare solo quattro cose: comprare call, vendere call, comprare put, vendere put. Ma con questi quattro mattoni si può costruire qualunque strategia immaginabile.   Certezza Sono uno strumento che, relativamente a diversi aspetti, danno delle certezze, cosa che nel mondo del trading è quanto mai rara. Se le si usa in acquisto si ha la certezza della protezione: più del premio pagato (e in alcuni casi solo la parte di valore estrinseco) non si può perdere. Se le si usa in vendita si ha la certezza del decadimento temporale del valore (in particolare quello estrinseco) del contratto. Per noi trader, che non facciamo altro che affrontare costantemente l’incertezza dei mercati finanziari, qualcosa di solido su cui appoggiare i nostri cervelli fa molto piacere. L’altra cosa importante da considerare è che siamo in un momento storico perfettoper questo argomento, perché le opzioni sul Forex stanno diventando accessibili e tradabili per noi trader privati proprio in questi anni. Le piattaforme si stanno sviluppando proprio adesso e, nonostante le trattino pochissimi broker, si può cominciare a fare un’operatività sensata e profittevole. Per questa ragione, abbiamo deciso di lavorare per diffondere la cultura delle opzioni sul Forex, di modo che sempre più trader mettano nel loro bagaglio tecnico il potere che queste offrono. In due giornate formative full immersion che si svolgeranno il 6 e 7 ottobre al Royal Garden Hotel di Assago (Milano), abbiamo condensato: Cosa sono e come funzionano le Call e le Put, spiegato in modo semplice e comprensibile Cosa vuol dire venderle e comprarle Il Payoff del trading tradizionale e quello delle opzioni Le scadenze Le caratteristiche peculiari delle opzioni sul Forex: premio in pip, scadenze La Volatilità Implicita Come si sommano le opzioni: impariamo a usare il simulatore di AvaOptions Vertical - Debit e Credit Spreads Straddle e Strangle Come vendere efficacemente opzioni nude sul Forex controllando il rischio La piattaforma AvaOption: come usarla, piazzare gli ordini ed effettuare gli ordini I margini e l’uso efficiente del capitale con le opzioni Come sfruttare la triangolazione del Forex con le opzioni Il Sequencing dettagliato che sbilancia il rapporto Rischio/Rendimento a nostro favore Strategia #1: una potente strategia direzionale (dove andiamo prevalentemente ad acquistare opzioni) Strategia #2: dove andiamo prevalentemente a vendere opzioni La Contologia relativa e il Piano di trading per stabilizzare al massimo l’Equity Line   I posti sono limitati e mancano gli ultimi 25; se vuoi approfondire questo argomento clicca su questo link: https://vantaggiosleale.it/p/optionday102018  
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ICHIMOKU KINKO HYO – OPERATIVITÀ SUI MERCATI
di Gian Maria Fiameni
Perché questo secondo titolo di Corrado Rondelli dedicato all’indicatore Ichimoku Kinko Hyo? La risposta è semplice. Nel primo libro (Strategie di trading con l’indicatore Ichimoku Kinko Hyo, Trading Library, 2017) l’autore ha presentato un percorso conoscitivo dell’indicatore giapponese, fornendone i principali presupposti teorici e classificatori. In questo secondo volume in qualche modo il cerchio si chiude, con il completamento in chiave operativa del percorso iniziato nel primo libro. Un semplice sguardo all’indice chiarisce immediatamente gli intenti di questo lavoro, a partire dall’importanza di operare in trend per passare all’esame di onde e cicli di Hosoda, breakout Kijun Sen, onde della Chikou Span. In quest’opera, poi, si registra un deciso cambio di passo in termini di conoscenza dell’indicatore Ichimoku e di sfruttamento delle sue possibilità operative grazie al suo impiego congiunto con le tecniche di Krausz e Gann, con l’RSI e con le candele Heikin-Ashi. Ma la vera, grande novità di questa nuova opera è costituita dalla presentazione dell’Indicatore di equilibrio o Indicatore Rondelli, creato dall’autore stesso per poter avere costantemente sott’occhio il 50% di Fibonacci in diversi intervalli temporali. Da segnalare è anche il contributo di Giorgio Pallini dedicato al metodo Pillole di Trading, frutto dell’operatività congiunta con Ichimoku Kinko Hyo, Indicatore di equilibrio e individuazione delle aree di prezzo tramite Price Action.  
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